lunedì, Agosto 10, 2026
HomePoliticaCaso Almasri, Conte attacca Meloni: “Doveva riferire, è responsabile come i ministri”

Caso Almasri, Conte attacca Meloni: “Doveva riferire, è responsabile come i ministri”

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ROMA – “Assolutamente no. È la presidente del Consiglio che deve venire, perché anche la presidente del Consiglio è stata avvisata, in pratica c’è questo accertamento da fare davanti al Tribunale dei Ministri ed è responsabile insieme ai ministri, perché questa vicenda riguarda il Governo nella sua interezza in pratica”. Così il leader M5s Giuseppe Conte a ‘Cinque minuti’ su Raiuno, quando gli viene chiesto se sia soddisfatto dell’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi in Parlamento sulla questione Almasri. “Lei deve venire da donna, da madre, cristiana a spiegare perché ha messo su un volo di Stato con tutti gli onori e rimpatriato un criminale accusato addirittura di stupri su bambini con un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale. Ricordiamoci, l’Italia ha sottoscritto, lo Statuto è stato sottoscritto a Roma”.

CONTE: MELONI SARÀ COMPLICE MORALE DI OGNI STUPRO E VIOLENZA

Per il leader M5s “questo Governo è una vergogna nazionale e internazionale, questo Governo sta cancellando tutta la legalità internazionale. Per cosa? Per rimpatriare un criminale e un boia? Domani mattina tutti gli stupri, tutti i crimini efferati, le nefandezze che questo criminale commetterà in Libia chiameranno come complice morale la Presidente del Consiglio”.

VESPA A CONTE: GARANTISCE SICUREZZA IN LIBIA; LEADER M5S: COSA DICE?

“Presidente, è dura da dire ma Al Masri, oltre ad essere un torturatore, è anche un pezzo dello Stato libico. Cioè lei sa che quando lei è andato in Libia o quando ci va la Meloni o quando ci vanno tutti la sicurezza nell’aeroporto in cui è atterrate è garantita da Rada?”. Questa osservazione fatta da Bruno Vespa provoca la reazione piuttosto ferma di Giuseppe Conte. Il leader M5s, con tono anche piuttosto seccato, replica: “Guardi, questo argomento lei l’ha già usato e non vale nulla. Se io avessi avuto da presidente del Consiglio un mandato di arresto dalla Corte penale internazionale l’avrei assicurato alla giustizia internazionale, questo non lo deve dire, non si deve permettere di dirlo perché non è un argomento”. Quando Vespa cerca di ribadire il concetto, Conte gli parla sopra e aggiunge: “La nostra intelligenza può lavorare con tutti e in certi contesti possiamo anche avere a che fare con loschi figuri, ma se arriva il mandato di arresto internazionale con quelle accuse, si prende l’indagato e lo si manda all’Aia e il presidente del Consiglio in questo momento si è reso responsabile di una grave vergogna nazionale, grave irresponsabilità politica, grave insipienza giuridica”.

CONTE: IO IN PARLAMENTO CI SONO SEMPRE ANDATO, ANCHE DOPO ESPOSTO FDI

“Se lei fosse il presidente del Consiglio andrebbe in Parlamento? Perché io ci sono andato sempre, ogni volta. Anche Giorgia Meloni dall’opposizione lo ha richiesto. Addirittura mi hanno fatto loro un esposto su una fake news. Io non ho fiatato, mi sono rimesso alle indagini della magistratura. Lei mi ha mai sentito dire qualcosa contro la magistratura?”, spiega il leader M5s.

CONTE: MELONI RICATTATA SU MIGRANTI? LO DICA IN PARLAMENTO

Conte poi ipotizza: “Qualcuno ci sta ricattando? Meloni venga in Parlamento a dire: ‘L’ho fatto perché sono ricattata’. Deve dire: ‘Ho rimpatriato uno stupratore che vada li’ a stuprare i bambini perchè io sono ricattata’. Ce lo deve dire: ‘Ho fallito col blocco navale, ho fallito con lo spot pubblicitario in Albania, non ho una soluzione sulle migrazioni, nel primo anno ho avuto il record di sbarchi. Ci ho messo la faccia, non avevo soluzione e adesso sono ricattata e devo accettare il ricatto e questo ricatto comporta distruggere la legalità internazionale”.
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