Credit Suisse, FT: verso misure emergenza per salvataggio tramite Ubs

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Riunioni governo. Tempi più brevi su adesione, indennità su spese

Roma, 18 mar. (askanews) – Le autorità della Svizzera sarebbero pronte a autorizzare misure di emergenza per facilitare l’acquisizione-salvataggio del Credit Suisse da parte di Ubs. Lo riporta il Financial Times citando diverse fonti anonime a conoscenza della situazione. Oggi si è svolta una riunione di emergenza del Consiglio dei ministri a Berna, per consultare le varie autorità coinvolte, tra cui la Banca nazionale svizzera, l’autorità di vigilanza sulla finanza, la Finma, e i rappresentanti del settore bancario.

La fretta di regolatori e delle due banche sarebbe anche legata a una emorragia di depositi che avrebbe colpito i conti del Credit Suisse, sempre secondo il quotidiano nella misura di 10 miliardi di dollari al giorno la scorsa settimana.

Già in precedenza l’FT aveva riportato che sempre oggi si erano svolti Cda straordinari delle due banche e che le autorità stavano studiando la struttura legale di un intervento, oltre ad alcune richieste da parte di Ubs.

In particolare la prima banca elvetica avrebbe ipotizzato di accorciare i tempi di valutazione da parte degli azionisti Credit Suisse sull’adesione a una proposta di acquisizione, solitamente dovrebbero avere almeno un mese e mezzo per decidere.

Ubs vorrebbe anche una copertura pubblica, eventualmente mediante indennità, sulle spese legali future collegate all’operazione. E al tempo stesso delle dilazioni sulle tempistiche con cui sarebbe tenuta ad allinearsi ai requisiti patrimoniali che le regole internazionali impongono per le maggiori banche sistemiche.

In un quadro già articolato circolano anche ipotesi di proposte rivali, che vedrebbero protagonista il gigante finanziario statunitense Blackrock. Ma il gruppo ha nettamente smentito queste speculazioni, dicendo di non essere interessato nemmeno a rilevare rami del Credit Suisse. Ad ogni modo, secondo Bloomberg su questa vicenda le autorità della Svizzera opererebbero in contatto con gli Usa.

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