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Doc Pharma: lavoriamo per sempre più diffusione farmaci equivalenti

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CEO Zagaria: diversifichiamo di più, ma non cambiamo nostra storia

Milano, 3 mar. (askanews) – “Quest’anno noi come Doc Pharma celeberemo 30 anni di vita. Doc è una realtà nata appunto 30 anni fa, all’inizio era focalizzata solo sul farmaco equivalente generico, l’anno scorso abbiamo cambiato nome, da Doc Generici siamo diventati Doc Pharma. Questo non è solo un cambio estetico, ma dice di una traiettoria che vogliamo prendere. Da azienda leader nel settore degli equivalenti, ad azienda diversificata. Questo lo abbiamo fatto grazie a varie acquisizioni che abbiamo fatto e che vogliamo fare nel futuro diventando sempre più un leader centrale del mercato retail della farmacia in Italia. Ma è importante soffermarci su quella che è la nostra storia, dove siamo nati”. Lo ha detto ad askanews Riccardo Zagaria, CEO di Doc Pharma e vicepresidente di Egualia.”Siamo e saremo sempre, e vogliamo essere sempre di più, uno dei leader del mercato degli equivalenti in farmacia in Italia. Cosa vuol dire? Le sfide sono tante. Oggi il mercato degli equivalenti in Italia – ha aggiunto Zagaria – è un mercato che è sotto penetrato rispetto a quello che accade vicini mercati europei e quindi quello che vogliamo fare no, insieme anche all’associazione di categoria Egualia di cui facciamo parte è quello di lavorare insieme alle istituzioni italiane per far sì che la quota di mercato di penetrazione dell’equivalente, che porta risparmio per il Sistema sanitario nazionale possa crescere ancora di più nei prossimi mesi, prossimi anni. Sicuramente oggi in Italia siamo mediamente al 23 % di penetrazione, la media di alcuni Paesi europei vicini è quasi il doppio, in Italia c’è una distorsione totale di quella che è la penetrazione di dello regionale degli equivalenti andiamo da picchi del 40 per cento fino ad arrivare a delle regioni soprattutto focalizzate al sud Italia dove la penetrazione è meno della metà di quelle delle altre regioni e quindi l’impegno che dobbiamo metterci sia come associazione che come aziende è quello di investire proprio in comunicazione per far capire il ruolo centrale degli equivalenti come fonte di risparmi da una parte e dall’altra parte sistema di sostenibilità di tutto il sistema sanitario nazionale”.

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