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La grande sfilata in Russia degli alleati di Putin

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ROMA – Mentre gran parte dell’Europa celebra con una certa sobrietà l’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, Putin ha optato per una dimostrazione muscolare. In una Piazza Rossa blindata e gremita di uniformi, la Russia ha messo in scena la “più grande parata della storia” per commemorare la vittoria sul nazismo, ma anche – e soprattutto – per dar sfoggio della propria forza bellica.

Accanto a Vladimir Putin, che ha pronunciato un discorso insolitamente breve, presenti figure chiave del blocco eurasiatico e sudamericano: il presidente cinese Xi Jinping, il brasiliano Lula, e diversi leader centroasiatici. L’unico rappresentante dell’Unione Europea, il premier slovacco Robert Fico, ha scelto di rompere il fronte di Bruxelles, la cui irritazione non è passata inosservata.In parallelo, ben lontano dalle fanfare moscovite, una delegazione di ministri degli Esteri europei si è riunita simbolicamente a Kiev. Sul tavolo, un nuovo pacchetto di sostegno all’Ucraina e l’annuncio di un Tribunale internazionale per giudicare i crimini di guerra russi. Zelensky ha commemorato i caduti del secondo conflitto mondiale insieme alla first lady Olena Zelenska, legando il passato al presente con una narrativa in cui Mosca ha sostituito Berlino come aggressore.

L’apparato simbolico e diplomatico della giornata – tra parate, strette di mano e parole chiave – fotografa un’Europa spaccata in due narrazioni inconciliabili: da una parte, la retorica della resistenza all’aggressione; dall’altra, la glorificazione della potenza nazionale.L’Europa occidentale, nel frattempo, consolida la propria architettura difensiva: il presidente francese Emmanuel Macron e il premier polacco Donald Tusk sono prossimi a firmare un nuovo trattato di cooperazione strategica, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz fa tappa a Bruxelles dopo colloqui a Parigi e Varsavia. L’obiettivo è chiaro: rafforzare l’asse atlantico in vista di un possibile allargamento del conflitto.Putin, dal canto suo, ha ribadito la narrativa del “neo-nazismo ucraino” per giustificare l’invasione, affermando che “l’intero Paese” sostiene l’operazione militare. Il presidente russo ha invocato “orgoglio e gratitudine” verso la generazione che sconfisse il nazismo e ha promesso che Mosca “non accetterà mai la distorsione della storia”. Ha inoltre ringraziato espressamente il “coraggioso popolo cinese” e ha rivolto saluti ai militari nordcoreani presenti, alcuni dei quali sono stati recentemente impiegati sul fronte ucraino.
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