di Alvise Sperandio
CORTINA – Una storia che andava scritta, una storia ancora tutta da scrivere. A Cortina d’Ampezzo, a poche ore dalla conclusione delle Paralimpiadi, è stato presentato il libro ‘Storia dello sport paralimpico’, di Antonio Vernole e Giampiero Spirito, frutto del progetto di collaborazione tra Inail e Cip. Nella cornice di Casa Paralimpica, alle Gallerie Farsetti, ne hanno parlato Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico; Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Istituto nazionale assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro; Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026; Andrea Abodi, ministro dello Sport; Gianluca Lorenzi, sindaco di Cortina. Un momento di confronto dedicato al valore sociale e sportivo del movimento paralimpico, raccontato dagli albori al 2000 in questo volume di 356 pagine cariche di foto significative.
“Questa pubblicazione ha un valore enorme- ha affermato De Sanctis- perché fissa la memoria di un percorso, ma soprattutto di tanti personaggi che hanno segnato questo percorso lungo ormai 75 anni. Tanti volti, tante storie, tante esperienze che è bene mantenere vive. Auspico che segua un altro libro dal Duemila ai giorni nostri”. Sfida già colta da Inail, che sostiene il progetto.
“Qui ci sentiamo a casa, Inail e Cip sono sempre stati vicini e continueranno a esserlo- ha spiegato D’Ascenzo- È significativo che sulla copertina ci sia l’immagine dell’arrivo della delegazione italiana con le persone che indossano la felpa Inail. Continueremo la collaborazione per la promozione dell’attività sportiva, il supporto, la fornitura degli ausili. Questo libro è un pezzo di storia con foto bellissime. Un modo in più per ribadire l’importanza dello sport come strumento per ripartire nella vita”.
Malagò ha dichiarato che “siamo molto fieri del percorso nato nel 1960, orgogliosi di esserne stati fondatori. La parola paralimpico rende merito agli eroi sportivi di questo mondo. Con questi Giochi abbiamo frantumato tutti i record: audience, giovani spettatori, risultati sportivi, senso di orgoglio, spirito di appartenenza, numero di atleti, Nazioni partecipanti, partnership… Possiamo dire che abbiamo un prima e un dopo Milano Cortina. Abbiamo vinto insieme, prima di tutto perché abbiamo avuto coraggio”.
Abodi ha sottolineato che “nel libro ci sono storie di vita. Lo sport paralimpico è l’esempio di come tanti concorrano a uno stesso sogno: riformulare l’agenda della vita, dandosi obiettivi sportivi. I già tesserati sono patrimonio inestimabile, ma dobbiamo anche coinvolgere tante altre persone ancora ‘bloccate’. L’attività sportiva sia per tutti un farmaco per curare, un’opportunità di riscatto”. Il primo cittadino Lorenzi ha parlato di “Cortina come modello da esportare. Abbiamo vissuto una straordinaria avventura lavorando all’unisono. Non è un punto di arrivo ma di partenza, vogliamo lavorare ancora di più sull’inclusività affinché Cortina sia luogo di visita e villeggiatura per tutti”.
Il libro, ha illustrato il co-autore Spirito, “è una raccolta di documenti originali delle epoche che attraversa, in particolar modo gli articoli di stampa. Dentro abbiamo cercato di riportare racconti, dialoghi, retroscena. E le foto rappresentano un valore aggiunto. Siamo partiti dall’inizio, quando il professor Ludwig Guttmann ha incontrato Antonio Maglio, precursori dello sport come terapia in Italia e nel mondo, al Centro Inail di Ostia, a Roma. Passando per molte tappe fondamentali, oggi possiamo dire di aver completato l’evoluzione dai ‘giochi dei paralizzati’ ai Giochi paralimpici. Grazie a Inail per aver permesso di raccontare tutto questo, noi siamo pronti per scrivere la nuova puntata”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
