domenica, 19 Maggio , 24

Migranti, Mattarella: “Italia e Germania sapranno collaborare”

Migranti, Mattarella: “Italia e Germania sapranno collaborare”

(Adnkronos) – Della questione dell’accoglienza dei migranti da parte della Germania, “stanno discutendo i ministri dell’Interno di Roma e Berlino e sono sicuro che troveranno certamente una soluzione collaborativa, come è sempre avvenuto e come avviene abitualmente tra Germania e Italia”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro stampa congiunto con l’omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier. “Quello che è emerso nei colloqui tra il Presidente Steinmeier e me -ha proseguito il Capo dello Stato- è la perfetta omogeneità di valutazione del fenomeno migratorio che non colpisce soltanto l’Italia, colpisce anche la Germania con altre rotte che non attraversano il Mediterraneo ma l’Europa continentale e altre parti del mondo. Il fenomeno è globale”.  

“Abbiamo entrambi la percezione che è un fenomeno epocale globale, che va governato con visione del futuro, non con provvedimenti improvvisati o tampone che risolvono qualche occasione temporanea, ma che esaminino e affrontino il problema con una visione del futuro coraggiosa e nuova rispetto ad un fenomeno così grande. Ma su questo l’operatività è rimessa ai Governi, non è rimessa né al Presidente Steinmeier né a me”.  

Di fronte al fenomeno migratorio “occorre studiare, definire e porre in campo soluzioni nuove e coraggiose e non superficiali e approssimative. Occorrono soluzioni naturalmente europee, perché non è un problema che un Paese da solo può affrontare, neppure il più grande. Soluzioni nuove da studiare approfonditamente, con serietà”, ha affermato il Presidente della Repubblica. “I dieci punti della presidente Von der Leyen sono interessanti -ha aggiunto il Capo dello Stato- come lo sono stati alcuni passi avanti compiuti nei Consigli europei dei mesi passati. Quello che è importante che tutti in Europa comprendano come il problema esiste e non si rimuove ignorandolo, va affrontato per non lasciare il protagonismo di questo fenomeno globale ai crudeli trafficanti di esseri umani”.  

“Occorre pensare in maniera adeguata, altrimenti è come usare strumenti rudimentali e superati di fronte a fenomeni totalmente nuovi. Ad esempio le regole di Dublino sono preistoria: voler regolare il fenomeno migratorio facendo riferimento agli accordi di Dublino è come dire realizziamo la comunicazione in Europa con le carrozze a cavalli”. “Era un altro mondo quello -ha ribadito il Capo dello Stato- pensare di fare riferimento, come alcuni Paesi dell’Unione fanno ancora basandosi su Dublino, è come fare un salto nel pleistocene, in un’altra era zoologica, è proprio una cosa fuori dalla realtà. Per questo occorre uno sforzo in cui nessuno ha la soluzione in tasca, nessuno deve dare soluzioni, ma insieme cercarla, velocemente, prima che sia impossibile governare il fenomeno”. Servono “nuove formule e nuove soluzioni”.  

Mattarella e Steinmeier hanno visitato a Piazza Armerina all’Associazione ‘Don Bosco 2000’ che si occupa di accoglienza ed integrazione. n’esperienza messa in campo, ha ricordato appunto il Capo dello Stato italiano, “non soltanto per accogliere migranti, pervenuti attraverso le sofferenze indicibili dei viaggi nei loro Paesi attraverso il deserto, attraverso la Libia, ma accoglierli integrandoli, inserendoli in progetti di crescita e di realizzazione personale, incentivando, attraverso di loro, programmi nei Paesi di origine, perché i giovani di quei luoghi, trasferendo loro alcune esperienze, alcune competenze che qui hanno acquisito, possano lì, come sta avvenendo, assumere e organizzare attività professionali, di attività economica, per poter crescere lì, migliorando lì, e creando aspettative e opportunità di vita positiva nei luoghi in cui vivono e in cui resterebbero volentieri se non fossero spinti dalla fame, dalla miseria, dalla difficoltà, dalle guerre civili, dalle persecuzioni, dall’intolleranza o dal terrorismo”.  

 

“Se si guardano i recenti arrivi l’Italia e la Germania sono i Paesi che sono più colpiti dagli aumenti degli arrivi degli ultimi mesi”, ha detto il presidente tedesco. “Per quanto riguarda il meccanismo volontario di solidarietà, voglio ricordare che la Germania è stato il Paese che ha accolto il maggior numero di profughi anche dall’Italia”, ha detto ancora il presidente tedesco.  

Poi ad una domanda riguardo alla decisione della Germania di sospendere la selezione dei migranti in arrivo dall’Italia ha risposto: “noi abbiamo attivato il meccanismo volontario di solidarietà supponendo che Dublino andasse avanti”. “Ci saranno delle discussioni su come poter gestire questo conflitto che vale solo per la parte volontaria del meccanismo di solidarietà – ha aggiunto – ci devono essere degli avvicinamenti e io sono sicuro che i ministri si adopereranno in questo senso”. Steinmeier ha ricordato che nei primi sei mesi di quest’anno sono state presentate in Germania 162mila richieste d’asilo, “oltre un terzo di quelle presentate in Europa”.  

“Dobbiamo adoperarci perché il numero degli arrivi diminuisca, e abbiamo bisogno, non è possibile fare diversamente, abbiamo bisogno di soluzioni europee”, ha detto sottolineando anche che “è molto importante il rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e transito”. “Per quanto riguarda le soluzioni europee c’è la politica comune dell’asilo, ci sono da tempo delle proposte” ha aggiunto esprimendo “l’aspettativa che ci siano delle decisioni definite per quanto riguarda gli accordi presi”. “Abbiamo bisogno di regole comuni europee – ha ribadito il presidente tedesco – perché se vogliamo mantenere aperti i confini interni dell’Europa allora abbiamo bisogno di un dibattito sugli strumenti per fare in modo che i confini aperti possano rimanere aperti”.  

Steinmeier ha rivolto infine un appello “a tutte le forze della Libia per fare in modo che, soprattutto in questa situazione, possano fare riferimento a ciò che li unisce. E sulla “situazione gravissima in Libia dopo la drammatica alluvione”, ha espresso l’auspicio che “la catastrofe terribile sia un campanello d’allarme per fare in modo” che il Paese possa avere “pace e stabilità”. “E’ davvero il momento – ha detto – di superare i fossati, di trovare dei percorsi in Libia per la riconciliazione” e “per riportare la pace”. 

 

 

 

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