martedì, Ottobre 13, 2026

Morbillo, Pennsylvania segnala sesto morto: 39enne con patologie e già infettata di recente

(Adnkronos) - E' ancora allerta morbillo negli Usa. Dalla Pennsylvania arriva la segnalazione di un sesto morto: una donna di 39 anni della contea di Franklin. Secondo quanto riferito dall'ufficio del coroner locale in una nota postata su Facebook, "la paziente presentava diverse patologie pregresse", e aveva alle spalle "una diagnosi passata di morbillo per…

Yemen, gli Houthi e il conflitto difficile da contenere: poche opzioni per l’Arabia Saudita

(Adnkronos) - Un conflitto difficile da contenere. Poche alternative. In ballo petrolio, turismo, investimenti, modernizzazione e tanto altro. Da un lato gli Houthi dello Yemen, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, dall'altro la vicina Arabia Saudita. Nel mezzo, nuove sfide per la sicurezza della monarchia del Golfo e per i piani ambiziosi del…

Meloni non molla la presa sull’energia, pressing su Ue per flessibilità: “Italia in Europa non per dire solo sì”

(Adnkronos) - Giorgia Meloni non intende mollare la presa sull'energia. Specialmente nel braccio di ferro (figurato) con l'Unione europea. Nonostante il quasi scontato via libera di oggi del Parlamento allo scostamento di bilancio - la richiesta è di oltre 14 miliardi per continuare a far fronte ai rincari dei costi e altri 14 miliardi da…
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Nel Real Albergo dei Poveri mostra delle memorie di chi vi abitò

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Fondazione Fur dona due sedute dell’artista Riccardo Grazzi

Napoli, 2 dic. (askanews) – Un viaggio attraverso oggetti del passato esposti nel Refettorio monumentale del Real Albergo dei Poveri di Napoli mentre i lavori di restauro sono ancora in corso. Una condivisione contemporanea di un luogo carico di storia, destinato a tornare a vivere in molti dei suoi spazi già dalla metà del 2026 per diventare un polo di cultura, accoglienza e innovazione.In mostra, fino al 2 marzo prossimo, scarpe, piatti, bicchieri, caffettiere, posate, letti, valigie, macchine da scrivere e documenti dell’esercito. Un’esposizione che rientra nelle Celebrazioni di Napoli 2500 del Comune e che permette di riscoprire numerosi reperti originali, appartenuti a chi visse tra le mura del ‘Serraglio’: ritrovamenti emersi durante i lavori di ristrutturazione che si intrecciano con arte contemporanea, fotografia, installazioni e performance.”Non è una mostra, non è un museo, è un prologo ‘Ancora qui, l’Albergo dei Poveri la memoria delle cose’ perché – ha spiegato Laura Valente direttrice artistica di Napoli 2500 – vuole essere un inizio per raccontare questa utopia sociale attraverso le cose che abbiamo ritrovato, i documenti storici, le fotografie, ma anche un percorso artistico contemporaneo che ci racconta che qui, nel 1751 è stata posata la prima pietra di quello che diventerà un simbolo nel mondo di inclusione sociale. Ecco, questi ragazzi, queste bambine, questi bambini, sono ancora qui e ci interrogano e ci chiedono ancora di essere salvati e noi faremo la nostra parte”.Voluto da Carlo di Borbone e da sua moglie Maria Amalia di Sassonia come rifugio per gli indigenti del Regno, l’Albergo dei Poveri fu pensato da Ferdinando Fuga come un luogo di accoglienza e riscatto per permettere ai meno fortunati di redimere la propria miseria attraverso il lavoro e l’istruzione.Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli: “Questo è uno dei più grandi edifici europei, una grande utopia del ‘700 che voleva dare un futuro alle bambine e ai bambini del Regno di Napoli e lo voleva fare dando loro cibo, vestiti e anche un mestiere. Noi – ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – rianimiamo questo Albergo dei poveri, questo grande palazzo, con un grande progetto di futuro che rende attuale quello che è il messaggio dell’utopia sociale settecentesca: costruire il futuro dei nostri giovani partendo dalla cultura, con la presenza dei musei, dalla lettura con una grande biblioteca e dall’università che si sta insediando in questo luogo e anche dall’innovazione tecnologica però ricordando quella che è stata la storia di questo edificio, ma soprattutto la storia delle tante persone che hanno attraversato la vita di questo edificio che ha rappresentato un pezzo della storia di Napoli e quindi noi vogliamo utilizzare la memoria come grande progetto di futuro”.Nel giorno dell’inaugurazione, il mecenate svizzero Urs Rechsteiner, fondatore della FUR – Fondazione Urs Rechsteiner, ha donato al Real Albergo dei Poveri una coppia di sculture di Riccardo Grazzi, che entrano ufficialmente a far parte del patrimonio artistico della città. Le opere sono due sedute di artista: la ‘Panca con il Toro’-il simbolo della generatività, che rappresenta il gesto sacro in cui il sangue del toro feconda la terra e la ‘Panca dell’Aquila-dignità e libertà, che richiama l’affrancamento dall’emarginazione e il possibile riscatto sociale.”Per me Napoli non è una scoperta recente, è parte della mia storia. Un mio antenato – ha ricordato Urs Rechsteiner, presidente della Fondazione FUR – servì qui per più di venti anni. Donare alla città è anche un modo di restituire qualcosa a questo legame antico”.La donazione rientra nella mission della Fondazione FUR, impegnata nella valorizzazione dell’arte e dei territori come la nascita del Sentiero dell’Arte e dell’Anima in Toscana.

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