Entra in vigore la norma prevista dalla Legge annuale
A partire da oggi, il termine ‘artigianale’ non può più essere utilizzato con superficialità (o con fantasia). Infatti, oggi entra in vigore la norma istituita dalla Legge annuale per le piccole e medie imprese, la quale regolamenta l’uso del termine riferito all’artigianato nella pubblicità di beni e servizi. Così informa la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) in una nota.
“Si tratta di un cambiamento atteso e necessario, che porta con sé una notizia positiva per tutti – aggiunge -: quando troviamo ‘artigianale’, possiamo finalmente fidarci. Quel termine dovrà realmente riferirsi a un artigiano, con le sue abilità, il suo lavoro e – perché no – anche una certa dose di orgoglio. Questo è anche il risultato dell’impegno della CNA, che ha richiesto una regolamentazione chiara e decisiva. Le sanzioni sono davvero severe: chi utilizzerà in modo errato il termine rischia l’1% del fatturato, con un importo minimo di 25.000 euro. In sostanza, non conviene più spacciarsi per ‘artigiani’ per scopi di marketing”.
“La norma mira a ripristinare un concetto semplice ma essenziale – continua -: l’artigianato non è un slogan, è un vero lavoro. Si tratta di una misura importante per garantire qualità e proteggere l’identità artigiana, a favore di una scelta informata e consapevole da parte dei consumatori, spesso vittime di pratiche di concorrenza sleale da parte di imprese non artigiane. D’ora in poi, il gelato artigianale non potrà derivare da una polvere misteriosa, ma deve provenire da un laboratorio dove qualcuno pesa, mescola e assaggia (più volte, per sicurezza). E il ‘tavolo artigianale’ non potrà essere solo un ‘effetto legno’ nel catalogo: deve esserci chi quel legno lo ha lavorato, levigato e trasformato”.
“Siamo molto contenti per questa significativa novità normativa – evidenzia il presidente della CNA, Dario Costantini – che rappresenta un traguardo cruciale per il settore artigiano. Ora è fondamentale garantire controlli approfonditi da parte delle autorità competenti, per proteggere gli artigiani e soprattutto i consumatori”.
Ciro Di Pietro
