mercoledì, Giugno 10, 2026

Bozza automatica

"Il traguardo raggiunto oggi dal Gruppo Autostrade...

Bozza automatica

"Il traguardo raggiunto oggi dal Gruppo Autostrade...
HomeMondoRicostruita la vita di un neonato della preistoria: ecco cosa dice la...

Ricostruita la vita di un neonato della preistoria: ecco cosa dice la ricerca

-

BOLOGNA – Sono bastati qualche pezzetto di dente e frammenti di Dna per ricostruire la vita di un neonato della Preistoria. Lo studio, multidisciplinare, è stato condotto da un team di ricercatori coordinato dall’Alma Mater di Bologna, che è riuscito a svelare la storia di questo bebè, vissuto al tempo dell’Età del Rame, partendo da resti fortemente degradati scoperti a Faenza. Durante uno scavo archeologico preventivo nella cittadina romagnola, sono infatti venuti alla luce resti di uno scheletro molto frammentato, ridotto solo a corone dentarie e piccoli frammenti ossei. Nonostante questo, grazie a tecniche laser, datazione al radiocarbonio, studi microstrutturali, analisi istologiche, genomiche e paleoproteomiche, gli scienziati sono riusciti a stimare con notevole precisione l’età alla morte del neonato (aveva 17 mesi) e a determinarne il sesso (maschile). Inoltre, sono stati individuati elementi utili in merito all’ascendenza materna.

Lo studio, pubblicato sul ‘Journal of archaeological science’, ha coinvolto ricercatori di otto tra atenei, enti e istituzioni oltre all’Alma Mater: La Sapienza di Roma; Max Planck institute for evolutionary anthropology; Università di Modena e Reggio Emilia; Goethe Universitat di Francoforte; Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University; Università del Salento; Università di Padova; Ministero della Cultura italiano.

“I resti scheletrici mal conservati sono spesso ignorati nella ricerca antropologica- spiega Owen Alexander Higgins, primo autore dello studio e assegnista di ricerca del Dipartimento di Beni culturali dell’Alma Mater- a causa della bassa qualità diagnostica degli elementi ossei che compromette significativamente la nostra capacità di formulare ipotesi accurate sulla vita degli individui del passato. La nostra ricerca, tuttavia, dimostra che anche materiali osteologici estremamente degradati possono conservare informazioni importanti se analizzati con metodologie all’avanguardia”.

Questo lavoro, conferma Stefano Benazzi, responsabile del Laboratorio di osteoarcheologia e paleoantropologia dell’Università di Bologna, “dimostra come anche resti fortemente compromessi possano restituire preziose informazioni sulle storie di vita del passato, se analizzati attraverso una strategia bioarcheologica integrata”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

POST RECENTI

VIDEO | Sparatoria al centro islamico di San Diego (con scuola), 3 morti. La Polizia: “Minaccia neutralizzata”

ROMA - Spari e terrore nel Centro islamico di San Diego, in California, frequentata da numerosi bambini in orario scolastico. Dalle prime notizie emerse, ci...

Usa-Iran, Trump ci ripensa: “Attacco sospeso, sono in corso negoziati seri”

ROMA - Il pressing di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti ha spinto a più miti consigli il presidente degli Stati Uniti Donald Trump....

Flotilla, sono 9 gli italiani in mano all’Idf, Tajani: “Chiesta l’immediata liberazione”. Bundu sulle navi scampate: “Da 10 ore in fuga”

ROMA - Sono 9 gli italiani intercettati nell’operazione odierna delle forze militari israeliane contro la Flotilla, sui 35 connazionali presenti su 21 imbarcazioni dell’ultima iniziativa...

VIDEO | “Europa e Africa, quale futuro?”: le risposte degli esperti al convegno alla Lumsa

ROMA - "L'Europa deve necessariamente guardare all'Africa per il suo futuro" e dunque "bisogna preparare i giovani europei a una nuova visione geopolitica, libera da...
spot_img

post popolari