VENEZIA – Lungo la Riviera del Brenta anche i sindaci hanno segnalato disservizi nella consegna della corrispondenza da parte di Poste: ci sono lettere, bollette e raccomandate che arrivano in ritardo o, in alcuni casi, non arrivano proprio. E la cosa sta creando “disagi concreti ai cittadini, specie alle persone anziane, che dalla posta dipendono ancora per molte comunicazioni importanti”, riconosce il sindacato dei postini della Cisl, la Slp. È quindi “giusto e doveroso segnalare questi problemi- spiega Gianluca Vio, segretario Slp di Venezia- ma è altrettanto corretto precisare che tali disservizi non riguardano in modo uniforme tutta la provincia di Venezia. Anzi, si presentano a macchia di leopardo, con differenze significative tra zone e centri di recapito. Soprattutto, è importante evitare che la legittima critica si trasformi in una gogna mediatica nei confronti di chi svolge il servizio in prima persona, ossia i portalettere. Non stiamo difendendo l’azienda Poste Italiane ma le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno, con dedizione e senso del dovere, percorrono chilometri per consegnare la corrispondenza. Sempre più spesso, invece, il portalettere sta diventando il bersaglio di invettive, proteste e di un’opinione negativa che non tiene conto delle reali condizioni in cui si trova a operare”.
Vio fa notare come il servizio postale sia cambiato con il drastico calo dei volumi di corrispondenza tradizionale e il forte aumento dei pacchi legati agli acquisti online. “Proprio questi ultimi- fa notare- oggi rappresentano la principale fonte di ricavi per l’azienda e, non a caso, ricevono maggiore attenzione nella consegna. Questo squilibrio, però, ricade spesso sull’organizzazione quotidiana del lavoro e sulla qualità del recapito della posta ordinaria. Sappiamo che Poste Italiane sta cercando di reagire a questa trasformazione. È previsto l’avvio di una nuova linea di consegne dedicata esclusivamente ai pacchi, che partirà anche a Venezia in autunno e prevede nuova occupazione con personale dedicato. Una scelta positiva, ma che non risolve i problemi dell’oggi”.
In particolare, nella Riviera del Brenta i centri di recapito “sono troppo frammentati e distanti tra loro, rendendo difficile la gestione quotidiana dei flussi da parte del direttore e dei capisquadra. Inoltre, molti di questi centri dispongono di locali davvero piccoli, inadatti a stivare l’elevato numero di pacchi. Questo comporta rischi concreti per la sicurezza degli ambienti di lavoro, per la corretta gestione dei materiali e, in ultima analisi, per la qualità stessa del servizio di consegna”. Secondo la Slp servirebbe un centro di recapito “che rispetti le norme di sicurezza e gli spazi necessari, soluzione già adottata con successo in altre zone del Veneziano. Ma serve la collaborazione di tutti, dalle istituzioni all’azienda passando per i cittadini. Solo così sarà possibile risolvere i problemi reali, migliorare il servizio e, soprattutto, recuperare l’immagine del portalettere. Difendere questa figura significa difendere un servizio pubblico che, nonostante le difficoltà, resta fondamentale per molti cittadini”.
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