Tragedia a Taranto: 16enne alla guida investe il papà e lo uccide

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BARI – “Quando siamo arrivati purtroppo l’unica cosa che abbiamo potuto fare è stata constatare il decesso dell’uomo. Purtroppo quando gli incidenti avvengono con una dinamica così, per la vittima non c’è scampo”. È quanto dichiara alla Dire Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis 118 e direttore del 118 della Asl di Taranto che ieri pomeriggio si è ritrovato ad ascoltare la descrizione di una “un’immagine straziante, vista troppe volte”. I soccorritori del 118 hanno raggiunto Marina di Pulsano, a pochi chilometri dal capoluogo ionico, dove un ragazzino di soli 16 anni si è messo alla guida di un’auto, ha ingranato la retromarcia travolgendo e uccidendo il papà. La vittima, operaio dello stabilimento siderurgico del Taranto, aveva 48 anni ed è morto subito.

“Purtroppo quando ci sono traumi cranici così profondi non possiamo intervenire”, aggiunge ricordando che nella sua lunga esperienza nella Medicina di urgenza in diverse occasioni ha avuto a che con ferite simili. “Ricordo un episodio avvenuto 19 anni fa quando ero al SS. Annunziata (ospedale di Taranto, ndr). Entrò – dice – un papà disperato con in braccio il corpo di suo figlio: lo aveva investito. Il bambino nel tentativo di recuperare il pallone si era accovacciato e lui, ingranando la retromarcia, lo aveva travolto senza lasciargli scampo. Ricordo ancora le sue urla di disperazione”. Cosa bisognerebbe fare? “Essere sempre attenti e controllare sempre i più piccoli che sono imprevedibili”, conclude Balzanelli.

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