HomeDall'Italia e dal MondoUe, Ghribi (Gsd-Gksd): "Rapporto transatlantico centrale e imprescindibile"

Ue, Ghribi (Gsd-Gksd): “Rapporto transatlantico centrale e imprescindibile”

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(Adnkronos) – Il presidente di Ecam (European Council for Africa and the Middle East) e vicepresidente del Gruppo San Donato ha preso parte ai lavori della Munich Security Conference 2026. La Conferenza di Monaco “offre ogni anno una fotografia nitida del tempo che stiamo vivendo – ha affermato Ghribi -. E quella di quest’anno è chiara: non è il tempo delle rotture clamorose, ma delle ridefinizioni profonde”. Secondo Ghribi, l’asse tra Europa e Stati Uniti non si spezza, ma evolve: “Il messaggio emerso con forza è questo: gli Stati Uniti non intendono disingaggiarsi dall’Europa, ma chiedono una maggiore responsabilizzazione europea in materia di difesa, sicurezza, capacità industriale e autonomia strategica. Non siamo davanti al temuto divorzio, bensì a una redistribuzione delle responsabilità”. L’Occidente attraversa una fase di maturazione strategica, non di frattura strutturale. Il legame transatlantico resta la spina dorsale dell’equilibrio occidentale, ma non può più tradursi in una dipendenza assoluta in settori decisivi. In questo quadro, l’Europa si trova davanti a un passaggio storico: difesa comune, politica industriale integrata, superamento dei veti paralizzanti, revisione del modello intergovernativo. La questione non è più teorica, ma operativa. Ma la riflessione di Monaco non si esaurisce nel perimetro occidentale. “Un’Europa più autonoma – ha sottolineato Ghribi – non significa un’Europa chiusa. Al contrario, significa un’Europa più aperta al mondo, capace di dialogare con tutte le grandi potenze e di difendere la libertà dei commerci e degli scambi come architrave della stabilità globale. In questo contesto, il ruolo della Cina assume una rilevanza strategica. Il confronto con Pechino non può essere ridotto a una logica di contrapposizione. L’Europa deve mantenere un dialogo franco e realistico con la Cina, tutelando i propri interessi senza rinunciare ai benefici dell’interdipendenza economica globale. In un mondo frammentato, la libertà degli scambi resta uno strumento di equilibrio”. 

La recente spinta europea verso nuovi accordi commerciali, dal Mercosur all’India, dimostra che Bruxelles intende rafforzare la propria proiezione globale attraverso il commercio, la cooperazione industriale e la diversificazione delle partnership strategiche. “La libertà dei commerci – continua Ghribi- non è solo una questione economica. È una scelta geopolitica. È il modo con cui l’Europa afferma la propria vocazione multilaterale e la propria fiducia nelle regole.” In questo scenario, l’Italia si colloca in una linea di equilibrio strategico: difesa esplicita del rapporto transatlantico, dialogo costruttivo con la Cina, centralità del Mediterraneo e dell’Africa come piattaforma naturale di leadership.  

Il Mediterraneo allargato “rappresenta per l’Italia una cerniera tra Occidente e Sud globale, e il il dossier Gaza e il rapporto con l’Africa “offrono uno spazio strategico che non possiamo sottovalutare”. In parallelo “la crescita dell’export e la resilienza industriale rafforzano la nostra credibilità nei tavoli europei e internazionali. In un mondo instabile, la solidità economica è parte integrante della politica estera. La sicurezza, – ha ribadito Ghribi, – non è solo deterrenza militare. È capacità industriale, coesione economica, apertura commerciale, tenuta delle alleanze e maturità politica. Tutte dimensioni finalizzate alla pace e alla prosperità. La fase post-Monaco non segna una crisi, ma una transizione. Il futuro non sarà né esclusivamente americano né esclusivamente europeo, e non potrà prescindere dal dialogo con la Cina e con le grandi economie emergenti. Sarà un equilibrio nuovo, se sapremo trasformare le tensioni in evoluzione strategica”. “La vera sfida – ha concluso Ghribi – è tenere insieme lo storico e imprescindibile rapporto transatlantico con un’apertura globale e un’accentuata responsabilità europea. L’Europa deve rafforzarsi e puntare sulla propria capacità di dialogare politicamente e economicamente su scala globale. Solo così potrà essere protagonista della nuova fase storica che si sta aprendo”. 

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