HomePoliticaUe, Storchi: servono gli Stati uniti d’Europa e rafforzare il mercato comune

Ue, Storchi: servono gli Stati uniti d’Europa e rafforzare il mercato comune

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VENEZIA – Fabio Storchi, a capo del Gruppo Emiliano Romagnolo dei Cavalieri del lavoro, ha partecipato, a Venezia, sull’isola di San Giorgio, al Convegno Nazionale dei Cavalieri del Lavoro presso la Fondazione Cini, dal titolo ‘L’Europa che vogliamo’. Il concetto principale emerso è chiaro: l’obiettivo è di arrivare rapidamente agli Stati Uniti d’Europa. Lo ha affermato anche Maurizio Sella, presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, nel suo intervento conclusivo.

STORCHI: “IDEA DI INTEGRAZIONE EUROPEA CHE VA BEN OLTRE L’ATTUALE ASSETTO DELL’UE”

“E’ quanto mai necessario raggiungere questo obiettivo nel tempo più rapido possibile- ha affermato Fabio Storchi- Il concetto di Stati Uniti d’Europa è un’idea di integrazione europea che va ben oltre l’attuale assetto dell’Unione Europea, mirando alla creazione di un’entità di tipo federale, simile agli Stati Uniti d’America, ma applicata al continente europeo. Abbiamo necessità di una Europa in cui gli Stati membri rinunciano a una parte significativa della loro sovranità nazionale a favore di un’autorità centrale federale. In quest’ottica, è fondamentale rafforzare il mercato comune europeo, che rappresenta una delle più grandi aree economiche del mondo. Lo sviluppo e il consolidamento di questo mercato devono diventare una priorità strategica, soprattutto in una logica di compensazione rispetto alla significativa riduzione delle esportazioni verso i mercati extraeuropei. Un mercato interno più integrato, dinamico e competitivo può offrire nuove opportunità alle imprese europee, riducendo la dipendenza da dinamiche globali instabili e rafforzando l’autonomia economica dell’Unione”.

COSA IMPLICHEREBBE AVERE GLI STATI UNITI D’EUROPA

Questo ovviamente implicherebbe: una unica politica estera e di difesa, l’Europa dovrebbe e potrebbe parlare con una sola voce sulla scena internazionale, con un esercito comune e una strategia condivisa. Un’unica politica fiscale ed economica: decisioni su tasse, bilanci e investimenti verrebbero prese a livello federale, garantendo maggiore stabilità e coesione economica. Il Parlamento Europeo avrebbe maggiori poteri legislativi, la Commissione Europea agirebbe come un vero e proprio governo, e ci sarebbe una costituzione europea vincolante per tutti gli Stati. Una cittadinanza europea più forte: si mirerebbe a sviluppare un senso di appartenenza comune, superando le divisioni nazionali. Storchi ricorda che: “L’idea degli Stati Uniti d’Europa non è nuova. Si è sviluppato a seguito delle devastazioni delle guerre mondiali, con l’obiettivo di garantire pace e stabilità nel continente. Oggi, l’idea è riemersa con forza, soprattutto in contesti di crisi (economiche, migratorie, geopolitiche), dove la frammentazione delle politiche nazionali è percepita come una debolezza. Molti federalisti europei e partiti politici europei sostengono che solo un’unione più profonda può permettere all’Europa di affrontare le sfide globali e mantenere la sua influenza nel mondo”.

NON ESISTE ANCORA UN ‘POPOLO EUROPEO’?

In primis, tra le criticità emerse, c’è la preoccupazione di molti Stati membri che temono di perdere la propria identità e autonomia decisionale. Si è detto durante il convegno che non esiste ancora un ‘popolo europeo’ con un senso di identità comune sufficientemente forte per sostenere una federazione. Le differenze culturali, linguistiche e storiche sono profonde. I detrattori temono che una super-struttura federale possa diventare ancora più burocratica e distante dai cittadini. Le profonde differenze economiche tra i Paesi membri potrebbero rendere difficile una politica fiscale ed economica unitaria senza causare malcontento e squilibri. Numerosi partiti nazionalisti e sovranisti si oppongono fermamente a un’ulteriore integrazione, promuovendo invece la difesa degli interessi nazionali. Un messaggio di saluto è stato inviato anche dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare le istituzioni europee per il ruolo dell’Europa nello scenario internazionale, inclusi temi come la politica estera e di difesa. L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo economico e istituzionale, come anche Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana. Il convegno ha ribadito con forza il concetto che non ci sarà un futuro favorevole per l’Italia senza un’Europa forte e unita, con l’obiettivo di arrivare a un’idea di Stati Uniti d’Europa.
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