domenica, Settembre 13, 2026
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Usa, da Tribunale ok a dazi anche su piccoli pacchi di valore inferiore a 800 dollari

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(Adnkronos) – Un tribunale negli Stati Uniti ha confermato che i piccoli pacchi in ingresso negli Stati Uniti possono essere soggetti a dazi doganali. Un vittoria per il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva firmato lo scorso anno un ordine esecutivo che aveva sospeso il regime di esenzione da dazi doganali, tasse e oneri (il cosiddetto regime de minimis) di cui finora beneficiavano le spedizioni di valore inferiore a 800 dollari. Soltanto i “regali ricevuti in buona fede” a titolo privato e di valore inferiore a 100 dollari possono ancora beneficiare dell’esenzione. Diversi importatori avevano presentato ricorso presso la Court of International Trade (Cit) di New York, sostenendo che Trump avesse oltrepassato i propri poteri abolendo l’esenzione, dal momento che, a loro avviso, la materia dei dazi doganali rientra esclusivamente nelle competenze del Congresso. Nella loro decisione, i giudici della Cit hanno invece stabilito che il presidente degli Stati Uniti avesse agito legittimamente poiché l’esenzione “de minimis” costituisce un “privilegio”. 

“Grande vittoria oggi presso la Us Court of International Trade contro una delle scappatoie più detestabili della politica commerciale americana: la cosiddetta esenzione ‘de minimis'”, sottolinea Trump in un post su ‘Truth social’. “Per anni, i venditori stranieri – rileva il presidente degli Usa – hanno potuto spedire nel nostro Paese pacchi del valore fino a 800 dollari senza dazi, senza tariffe e con controlli molto meno rigorosi. È diventata un’enorme scappatoia per chi eludeva i dazi e un canale sfruttato dai trafficanti di fentanyl, dai contraffattori e da altri criminali per spedire in America prodotti pericolosi e illegali”. I numeri, sottolinea Trump, “sono impressionanti. Solo nel 2024, la normativa ‘de minimis’ è costata all’America circa 10,8 miliardi di dollari in mancati introiti da dazi, e una quota sorprendentemente elevata dei sequestri di stupefacenti e prodotti contraffatti è passata attraverso questo canale”. Ora, aggiunge, “abbiamo posto fine a questo ridicolo regalo e fatto sì che le merci straniere rispettino le regole. Gli importatori hanno fatto causa. Oggi hanno perso. Il tribunale ha stabilito che il presidente disponeva dell’autorità legale per revocare questo cosiddetto ‘privilegio'”. Ora, continua Trump, “l’America è più sicura, i nostri lavoratori sono meglio protetti e i miliardi di dollari di entrate derivanti dai dazi che prima sfuggivano attraverso questa scappatoia possono invece contribuire a finanziare il nostro Grande Esercito e la riduzione delle tasse”. 

Il Congresso, ricorda Axios, istituì l’esenzione ‘de minimis’ nel 1938 per evitare i costi e gli oneri legati alla riscossione dei dazi sulle spedizioni di basso valore. Il suo utilizzo è esploso parallelamente alla forte crescita del commercio elettronico. La fine dell’esenzione ‘de minimis’ ha sconvolto il modello di business che aveva permesso, tra gli altri, a Temu e Shein di vendere prodotti a prezzi estremamente bassi ai consumatori statunitensi, facendo aumentare i costi e, in alcuni casi, costringendole a modificare le proprie catene di approvvigionamento. Il giro di vite sulle importazioni a basso costo esenti da dazi sembra destinato a rimanere in vigore e si sta estendendo a livello globale: anche l’Europa sta eliminando la propria esenzione per i pacchi importati di basso valore. 

Sempre sul fronte dazi, Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede l’introduzione di dazi del 100% per le importazioni di droni. Lo rende noto la Casa Bianca in una nota. Questo ordine riguarda droni di determinate dimensioni o dotati di specifiche capacità particolarmente sensibili dal punto di vista della sicurezza nazionale, sulle stazioni di attracco di tali droni e su alcuni componenti critici. Rientrano in questa categoria i droni con un peso massimo al decollo superiore a 25 kg e quelli dotati di capacità di imaging termico, ossia che rileva la radiazione infrarossa emessa da corpi e oggetti. L’ordine introduce inoltre dazi del 25% su determinati droni più piccoli e privi di alcune delle capacità che presentano particolari implicazioni per la sicurezza nazionale, nonché su altri componenti per droni. 

Inoltre, sottolinea la Casa Bianca, sono previsti dazi del 15% sui droni e sui componenti provenienti da Unione Europea, Giappone, Liechtenstein, Corea del Sud, Svizzera e Taiwan, e dazi del 10% sui droni provenienti dal Regno Unito, a condizione che una parte sostanzialmente completa dell’hardware, del software e della tecnologia abbia origine in questi Paesi e negli Stati Uniti. L’ordine autorizza inoltre il Segretario al Commercio a istituire un programma di onshoring per le aziende che effettuano nuovi investimenti nella produzione di droni e componenti per droni. I dazi entreranno in vigore 21 giorni dopo la firma dell’ordine. Per i componenti dei droni non considerati particolarmente sensibili, i dazi entreranno in vigore dopo 180 giorni dall’ordine. 

Secondo l’amministrazione Trump i nuovi dazi sui droni proteggeranno “la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e la loro base industriale della difesa e dei settori collegati alla difesa, sostenendo e creando posti di lavoro americani. I droni sono una tecnologia fondamentale nei moderni conflitti armati e rivestono un ruolo cruciale nelle operazioni militari statunitensi presenti e future. I droni utilizzati sia per scopi commerciali sia dalle forze armate statunitensi dipendono da fonti estere per componenti essenziali dei sistemi aerei senza equipaggio (Uas)”. La produzione americana di droni “deve quindi essere rapidamente ampliata per garantire la sicurezza nazionale ed economica degli Stati Uniti”. 

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