Usa, il voto al Senato apre allo stanziamento di aiuti all’Ucraina (ma senza garanzia finale)

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Un primo timido passo, dal futuro incerto, nel pieno della campagna presidenziale

Roma, 8 feb. (askanews) – Il Congresso degli Stati Uniti ha compiuto un primo timido passo verso lo stanziamento di aiuti per l’Ucraina e Israele, il cui futuro resta però molto incerto, con i parlamentari vicini a Donald Trump che si rifiutano di dare fondi supplementari a Kiev. Dopo mesi di aspre trattative, il Senato ha alla fine accettato di esaminare un testo che sbloccherebbe oltre 60 miliardi di dollari per l’Ucraina e 14 miliardi per Israele, prima tappa di un processo denso di ostacoli.

A due anni dall’inizio dell’invasione russa, i deputati degli Stati Uniti – principale sostenitore militare dell’Ucraina – non riescono a trovare un accordo sull’approvazione di nuovi fondi. La grande maggioranza dei democratici è favorevole. I repubblicani, invece, sono divisi tra i falchi interventisti, che sostengono l’Ucraina, e i luogotenenti di Donald Trump, molto più isolazionisti.

Nel pieno della campagna presidenziale, l’equazione si è trasformata in un braccio di ferro a distanza tra Joe Biden, che chiede con urgenza questi nuovi fondi, e Donald Trump, che sostiene che se fosse rieletto a novembre, risolverebbe la guerra tra Russia e Ucraina “in 24 ore”. Senza spiegare però come.

Il voto di oggi al Senato è una buona notizia per i sostenitori degli aiuti all’Ucraina. “Questo è un buon primo passo”, ha commentato il leader democratico al Senato Chuck Schumer. Ma resta la parte più difficile. Dopo aver esaminato il testo, i senatori voteranno definitivamente il pacchetto, forse già questa settimana, e lo invieranno alla Camera dei Rappresentanti, che lo esaminerà a sua volta.

È qui che le cose si complicano. La maggioranza della Camera dei Rappresentanti è composta da repubblicani, molti dei quali sono sostenitori di Trump, che si rifiutano di approvare qualsiasi nuovo pacchetto per Kiev prima delle elezioni presidenziali di novembre, per le quali Trump è candidato. I parlamentari repubblicani d’altra parte continuano a scambiare il loro sostegno per l’adozione di forti misure anti-immigrazione.

Questo malgrado i ripetuti appelli di Joe Biden. “Sostenere questa legge significa parlare contro (Vladimir) Putin. Opporsi significa fare il gioco del presidente russo”, ha avvertito ancora due giorni fa. Tuttavia, per essere attuati, questi aiuti devono a tutti i costi essere approvati da entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti. La mancata approvazione dei nuovi aiuti sarebbe un’enorme battuta d’arresto per l’Ucraina in un momento in cui le cattive notizie si accumulano sul fronte. Sarebbe inoltre una grave battuta d’arresto per Biden nei rapporti con i partner europei, che il 1 febbraio hanno approvato un pacchetto di aiuti a Kiev per 50 miliardi di euro. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha invitato gli Stati Uniti e l’Ue a “fare di più” per aiutare l’Ucraina a difendersi dalla guerra di aggressione della Russia, prima di recarsi a Washington per incontrare Joe Biden, incontro in programma domani.

Gli Stati Uniti non sono molto più avanti nel convalidare i fondi per Israele, loro storico alleato, in guerra con il movimento integralista islamico palestinese Hamas dal 7 ottobre. Questo perché il presidente Biden chiede che qualunque aiuto a Israele sia abbinato a una dotazione per l’Ucraina. I repubblicani alla Camera si rifiutano, ma questa settimana non sono riusciti ad approvare una loro legge per forzare la mano.

Sarebbe inoltre una grave battuta d’arresto per Biden nei rapporti con i partner europei, che il 1 febbraio hanno approvato un pacchetto di aiuti a Kiev per 50 miliardi di euro. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha invitato gli Stati Uniti e l’Ue a “fare di più” per aiutare l’Ucraina a difendersi dalla guerra di aggressione della Russia, prima di recarsi a Washington per incontrare Joe Biden, incontro in programma domani.

Gli Stati Uniti non sono molto più avanti nel convalidare i fondi per Israele, loro storico alleato, in guerra con il movimento integralista islamico palestinese Hamas dal 7 ottobre. Questo perché il presidente Biden chiede che qualunque aiuto a Israele sia abbinato a una dotazione per l’Ucraina. I repubblicani alla Camera si rifiutano, ma questa settimana non sono riusciti ad approvare una loro legge per forzare la mano.

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