STRASBURGO – “Se resta succube l’Europa non ha motivo di esistere”, scandisce il generale Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega.
Tono e parole marziali in un’intervista all’agenzia Dire, nei corridoi del Parlamento Ue. Dall’ovest all’est: che si parli di Groenlandia o di Ucraina. “Due Paesi che non fanno affatto parte dell’Unione europea, come si fa credere all’opinione pubblica”, la premessa di Vannacci.
“Sulla Groenlandia in particolare bisogna far chiarezza: è una ex colonia della Danimarca divenuta un suo protettorato ma che, anche dal punto di vista geografico, con l’Europa non ha niente a che vedere”. Ma perché all’Ue manca coraggio? “In Groenlandia aveva mandato un drappello di cento persone senza arte né parte”, accusa Vannacci, “ma al primo fischio del pastore, quando Trump ha minacciato dazi per i partecipanti alla missione artica, i tedeschi se ne sono tornati indietro”.
E la decisione del Parlamento Ue di sospendere la ratifica dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti? “Non si capisce per quali motivi i rappresentanti dei popoli europei dovrebbero approvare un’intesa perdente, dalla quale non si guadagna nulla”, risponde il generale. Che su quell’accordo si sofferma. “‘Frau’ von der Leyen si era presentata come Mary Poppins su campo da golf a negoziare con Donald Trump uscendone memorabilmente sconfitta”, la lettura.
“Il risultato sono stati dazi al 15 per cento nei confronti dei prodotti europei, 700 miliardi di euro da spendere in gas naturale liquefatto comprato dagli Stati Uniti, 600 miliardi da investire nell’industria americana e un innalzamento delle spese militari fino al 5 per cento del Pil”.
E dunque, s’interroga Vannacci: “Come mai la stessa ‘frau’ von der Leyen non sospende subito questi provvedimenti, oggi, invece di temporeggiare?”
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